Contributo per il funzionamento

Anno

Contributo per il funzionamento ART – 2016

In base al DPCM 23 dicembre 2015 di approvazione, ai fini dell’esecutività, della deliberazione dell’Autorità n. 94/2015 del 5 novembre 2015, integrata dalla determina del Segretario generale n. 19/2016 del 9 marzo 2016, si comunicano le seguenti modalità di versamento del contributo relativo al 2016 dovuto dai soggetti operanti nei settori del trasporto.Sulla base della normativa sopra richiamata, sono esentati dall’obbligo di corrispondere il contributo i soggetti il cui importo contributivo è pari od inferiore ad € 6.000,00 (euro seimila).

Sono altresì escluse dal versamento le società in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con “finalità liquidative” alla data del 31 dicembre 2015.

I soggetti tenuti al versamento del contributo dichiarano all’Autorità, entro il 29 aprile 2016, i dati anagrafici ed economici richiesti attraverso servizio on-line messo a disposizione dall’Autorità.

La dichiarazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante con firma digitale o autografa con allegata copia del documento di identità.

I dati economici devono essere altresì attestati dal revisore legale dei conti o dalla società di revisione legale o dal collegio sindacale della società a cui i dati si riferiscono nel caso in cui il soggetto ridetermini il fatturato rilevante per:

  1. scomputo ricavi conseguiti a fronte di attività non ricadenti nei settori di competenza dell’Autorità come individuati nella delibera n. 94/2015;
  2. scomputo contributi in conto impianti o investimento ricevuti e fatti transitare nel conto economico;
  3. scomputo ricavi derivanti dalle attività svolte nel mercato postale per le imprese titolari di autorizzazione per il servizio postale;
  4. scomputo ricavi conseguiti per attività svolte interamente all’estero (estero su estero);
  5. soggetti operanti nel settore della gestione delle infrastrutture autostradali;
  6. soggetti operanti nel settore del trasporto aereo passeggeri e/o merci;
  7. soggetti operanti nel settore del trasporto via mare e per altre vie navigabili di merci e/o passeggeri, ad esclusione del cabotaggio.

Nel caso di consorzi o società consortili formati esclusivamente da soggetti che esercitano le attività indicate nell’articolo 1 della delibera n.94/2015 il contributo è dovuto dai soggetti consorziati. In caso di consorzi o società consortili composte anche da soggetti che non esercitano le attività indicate nell’articolo 1 della delibera n.94/2015 il contributo è dovuto dai consorzi o dalle società consortili.

I soggetti tenuti al versamento del contributo dovranno versare i due terzi del contributo dovuto, entro il termine del 29 aprile 2016, il terzo residuo deve essere versato entro e non oltre il 30 novembre 2016.

Il versamento deve essere effettuato unicamente tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti presso la Banca Nazionale del Lavoro, Agenzia n. 4, Piazza Carducci 161/A, 10126, Torino, codice  IBAN: IT03 Y010 0501 0040 0000 0218 000. Nella causale del versamento devono essere specificati:

  1. l’anno di riferimento (“CONTRIBUTO TRASPORTI ANNO 2016”);
  2. la ragione sociale e la partita IVA/codice fiscale del soggetto obbligato al versamento.

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento di cui all’articolo 2359 del Codice civile ovvero sottoposte ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’articolo 2497 del Codice civile anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo la cui entità deve essere calcolata in relazione ai ricavi iscritti a bilancio derivanti dall’attività svolta dalla singola società.

I soggetti tenuti al versamento del contributo, entro i termini previsti, rispettivamente, per l’acconto relativo ai due terzi dell’importo e per il saldo finale, devono dar notizia all’Autorità dell’avvenuto pagamento accedendo all’area riservata.

Nell’Area riservata, cui si accede previo accreditamento, sono presenti ulteriori informazioni, le modalità di calcolo del contributo dovuto e le eventuali modalità di invio delle comunicazioni relative al pagamento effettuato.

Si ricorda che il mancato o parziale pagamento del contributo entro i termini del 29 aprile 2016 per l’acconto relativo ai due terzi dell’importo e del 30 novembre 2016 per il saldo finale comporta l’avvio della procedura di riscossione, anche coattiva a mezzo di Equitalia S.p.A., e l’applicazione degli interessi di mora, nella misura legale, a partire dalla data di scadenza del termine per il pagamento. E’ fatta salva ogni competenza dell’Autorità in merito alle attività di controllo, oltre che di escussione dei versamenti omessi, parziali o tardivi, anche con riferimento all’applicazione dell’interesse legale dovuto.

E’ comunque fatto salvo il diritto a richiedere l’eventuale conguaglio a valere sul contributo dovuto per l’anno 2017.

Per informazioni o supporto scrivere a contributo@autorita-trasporti.it.

FAQ ‐ Frequently Asked Questions

Cos’è il contributo per gli oneri di funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti?

Ai sensi dell’articolo 37, comma 6, lett. b), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e s.m.i., come riformulato dall’articolo 16, comma 1, lettere a-bis) e a-ter) introdotte dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, di conversione del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, “gli operatori economici operanti nel settore del trasporto e per i quali l’Autorità abbia concretamente avviato, nel mercato in cui essi operano, l’esercizio delle competenze o il compimento delle attività previste” sono tenuti al versamento di un contributo annuale a favore dell’Autorità di regolazione dei trasporti (di seguito indicata anche come “l’Autorità”). Il contributo è fissato annualmente dall’Autorità – con atto sottoposto ad approvazione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze – in misura non superiore all’uno per mille del fatturato derivante dall’esercizio delle attività svolte percepito nell’ultimo esercizio.

A cosa serve il contributo?

Il contributo per gli oneri di funzionamento serve a garantire l’autonomia finanziaria dell’Autorità ed il regolare svolgimento dei compiti ad essa attribuiti dalla legge.

A partire da quando è dovuto il contributo?

Il contributo è stato richiesto per la prima volta nel 2014, in quanto l’Autorità è diventata pienamente operativa dal 15 gennaio 2014.

Il versamento del contributo è obbligatorio?

Sì. Per ogni anno di riferimento sono indicati i soggetti tenuti alla relativa contribuzione annuale.

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento chi versa il contributo?

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento di cui all’art. 2359 cod. civ. o sottoposti ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 cod. civ. anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo la cui entità deve essere calcolata in relazione ai ricavi iscritti a bilancio derivanti dall’attività svolta dalla singola società.

In caso di ricavi generati da imprese riunite in Consorzio chi versa il contributo 2016?

Nel caso di consorzi o società consortili formati esclusivamente da soggetti che esercitano le attività indicate nell’articolo 1 della delibera n.94/2015 il contributo è dovuto dai soggetti consorziati. In caso di consorzi o società consortili composte anche da soggetti che non esercitano le attività indicate nell’articolo 1 della delibera n.94/2015 il contributo è dovuto dai consorzi o dalle società consortili.

Cosa accade in caso di mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione o qualora vengano dichiarati dati non veritieri?

La mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione, nonché l’indicazione nel modello di dati incompleti o non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Rimane in capo all’Autorità il potere sanzionatorio dell’Autorità – ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 – in caso di mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione, nonché qualora nella stessa siano riportati dati incompleti o non rispondenti al vero.

L’avvenuto versamento deve essere comunicato all’Autorità?

I soggetti tenuti al versamento del contributo dovranno, entro i termini convenuti per il relativo pagamento, obbligatoriamente comunicare attraverso il servizio messo a disposizione dall’Autorità all’indirizzo https://secure.autorita-trasporti.it gli estremi, la misura e la data di versamento.

Quale è la procedura per la richiesta di rimborso?

In caso di versamento di contributi non dovuti o corrisposti in misura superiore a quella dovuta, è possibile presentare all’Autorità, entro il quinto anno successivo a quello in cui il versamento è stato effettuato, un’istanza motivata di rimborso, corredata da idonea documentazione giustificativa. Quest’ultima comprende copia del bilancio dell’anno cui il contributo si riferisce e ogni altro elemento dal quale emerga, in dettaglio, l’indebito versamento.

Chi posso contattare per avere ulteriori informazioni e chiarimenti?

Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile contattare gli uffici dell’Autorità attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato al contributo: contributo@autorita-trasporti.it ed attraverso l’indirizzo di posta elettronica certificata autofinanziamento@pec.autorita-trasporti.it.

Quali sono le aliquote del contributo dovuto per il 2016?

Con la delibera n. 94/2015, approvata con d.P.C.M. 23 dicembre 2015, ed integrata con Determina del Segretario generale n. 19 del 9 marzo 2016, l’Autorità ha provveduto a definire le aliquote del contributo relativo all’anno 2016 e le modalità di dichiarazione e versamento dello stesso.

Ai sensi della citata delibera, il contributo per il funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti per l’anno 2016 è pari:

  • allo 0,4 (zero virgola quattro) per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato alla data di pubblicazione della delibera n. 94/2015;
  • per le sole imprese operanti nei settori dell’autotrasporto e della logistica, allo 0,2 (zero virgola due) per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato alla data di pubblicazione della delibera n. 94/2015.
Quando e come si versa il contributo per il 2016?

Il contributo per l’anno 2016 deve essere versato in misura pari ai due terzi dell’importo entro il 29 aprile 2016; il terzo residuo deve essere versato entro e non oltre il 30 novembre 2016.  Il versamento deve essere effettuato unicamente tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti presso Banca Nazionale del Lavoro, Agenzia n. 4, Piazza Carducci 161/A, 10126, Torino, codice IBAN: IT03 Y010 0501 0040 0000 0218 000.

Nella causale del versamento devono essere specificati inderogabilmente i seguenti contenuti minimi:

  1. l’anno di riferimento (“CONTRIBUTO 2016”);
  2. la partita IVA/codice fiscale del soggetto obbligato al versamento. Se il versamento viene effettuato da parte di una capogruppo per più società del gruppo, i versamenti devono essere effettuati separatamente per le singole società sempre secondo quanto sopra indicato.

Eventuali ulteriori istruzioni sulle modalità per il versamento del contributo saranno rese disponibili sul sito internet dell’Autorità.

Come si calcola il “fatturato” rilevante ai fini della contribuzione per il 2016?

Ai fini del versamento del contributo, per “fatturato” deve intendersi l’importo risultante dal conto economico alla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) sommato alla voce A5 (altri ricavi e proventi) o voci corrispondenti per i bilanci redatti secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS dell’ultimo bilancio approvato alla data di pubblicazione della delibera n. 94/2015.

Per la determinazione del fatturato rilevante ai fini contributivi, la citata delibera dell’Autorità n. 94/2015 ha previsto che dal totale dei ricavi possono essere esclusi:

  1. gli eventuali ricavi conseguiti a fronte di attività non ricadenti nei settori di competenza dell’Autorità come individuati nella stessa delibera n. 94/2015;
  2. i contributi in conto impianti o investimento ricevuti e fatti transitare nel conto economico;
  3. i contributi in conto esercizio erogati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in forza di contratti di programma – parte servizi –  nella misura massima della copertura dei costi per il mantenimento in piena efficienza delle infrastrutture ferroviarie di rilievo nazionale;
  4. i ricavi dei soggetti operanti nel settore della gestione delle infrastrutture autostradali, derivanti dall’ “equivalente incremento della tariffa di competenza” applicata con l’entrata in vigore del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, come convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, da destinarsi alla manutenzione ordinaria e straordinaria nonché all’adeguamento ed al miglioramento delle strade e autostrade in gestione diretta ANAS S.p.A.;
  5. i ricavi derivanti dalle attività svolte nel mercato postale per le imprese titolari di autorizzazione per il servizio postale;
  6. i ricavi conseguiti per attività svolte interamente all’estero.

Per i soggetti operanti nel settore del trasporto aereo di passeggeri e/o merci il fatturato è considerato pari al volume d’affari IVA, prodotto nell’anno solare precedente e risultante dall’ultima dichiarazione IVA presentata alla data di pubblicazione della presente delibera, relativamente alle operazioni che, in dipendenza di un unico contratto di trasporto aereo, costituiscono:

  • a) per il trasporto passeggeri:
    • a1) trasporto nazionale eseguito interamente nel territorio dello Stato ed assoggettato ad aliquota IVA del 10% (Tab. A parte III 127-novies, allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), aliquota attualmente in vigore;
    • a2) trasporto internazionale, esclusivamente per la parte territorialmente rilevante in Italia, assoggettato al regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 1 del d.P.R. 633/1972;
  • b) per il trasporto merci:
    • b1) trasporto rilevante ai fini IVA nel territorio dello Stato ed assoggettato ad aliquota IVA del 22%, aliquota attualmente in vigore;
    • b2) trasporto internazionale, esclusivamente per la parte territorialmente rilevante in Italia, assoggettato al regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 2 del d.P.R. 633/1972.

Per i soggetti operanti nel settore del trasporto via mare e per altre vie navigabili di passeggeri e/o merci il fatturato rilevante ai fini della determinazione del contributo è così determinato:

  1. per il trasporto passeggeri: fatturato moltiplicato per il rapporto tra il numero dei passeggeri imbarcati e/o sbarcati nel territorio italiano nell’esercizio di riferimento ed il numero totale dei passeggeri trasportati durante il medesimo esercizio, sulla base dei dati rilevati, per il trasporto via mare, dalle Autorità portuali;
  2. per il trasporto merci: fatturato moltiplicato per il rapporto tra la quantità delle merci imbarcate e/o sbarcate nel territorio italiano nell’esercizio di riferimento e la quantità totale delle merci trasportate durante il medesimo esercizio (secondo le unità di misura comunemente utilizzate per il calcolo della diverse tipologie di merce trasportata), sulla base dei dati rilevati, per il trasporto via mare, dalle Autorità portuali. Restano escluse dall’applicazione dei suddetti criteri le attività svolte dalle imprese di cabotaggio per le quali il fatturato rilevante è calcolato con i criteri generali indicati per tutte le imprese di trasporto.
Cosa accade in caso di mancato o tardivo pagamento del contributo per il 2016?

Il mancato o parziale pagamento del contributo entro i termini del 29 aprile 2016 per l’acconto relativo ai due terzi dell’importo e del 30 novembre 2016 per il saldo finale comporta l’avvio della procedura di riscossione anche coattiva a mezzo di Equitalia S.p.A., e l’applicazione degli interessi di mora, nella misura legale, a partire dalla data di scadenza dei termini per il pagamento.

E’ fatta salva ogni competenza dell’Autorità in merito alle attività di controllo, oltre che di escussione dei versamenti omessi, parziali o tardivi, anche con riferimento all’applicazione dell’interesse legale dovuto.

Quando e come si dichiarano i dati economici per il 2016?

I soggetti tenuti al versamento del contributo dichiarano all’Autorità, entro il 29 aprile 2016, i dati anagrafici ed economici richiesti attraverso il servizio messo a disposizione dall’Autorità all’indirizzo: https://secure.autorita-trasporti.it/.

La dichiarazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante con firma digitale o autografa con allegata copia del documento di identità.

I dati economici devono essere altresì attestati dal revisore legale dei conti o dalla società di revisione legale o dal collegio sindacale della società a cui i dati si riferiscono nel caso in cui il soggetto ridetermini il fatturato rilevante per:

  1. scomputo ricavi conseguiti a fronte di attività non ricadenti nei settori di competenza dell’Autorità come individuati nella delibera n. 94/2015;
  2. scomputo contributi in conto impianti o investimento ricevuti e fatti transitare nel conto economico;
  3. scomputo ricavi derivanti dalle attività svolte nel mercato postale per le imprese titolari di autorizzazione per il servizio postale;
  4. scomputo ricavi conseguiti per attività svolte interamente all’estero (estero su estero);
  5. soggetti operanti nel settore della gestione delle infrastrutture autostradali;
  6. soggetti operanti nel settore del trasporto aereo passeggeri e/o merci;
  7. soggetti operanti nel settore del trasporto via mare e per altre vie navigabili di merci e/o passeggeri, ad esclusione del cabotaggio.
Quali sono le ipotesi di esenzione dall’obbligo di versamento del contributo per il 2016?

Sono esentati dall’obbligo di corrispondere il contributo i soggetti il cui importo contributivo è pari od inferiore ad € 6.000,00 (euro seimila).

Non sono tenuti alla contribuzione le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative alla data del 31 dicembre 2015. Per le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative a partire dal 1 gennaio 2016, il contributo è dovuto per il periodo che decorre da tale data fino a quella di messa in liquidazione e/o assoggettamento alla procedura concorsuale con finalità liquidativa.

Chi sono i soggetti tenuti alla contribuzione per il 2016?

I soggetti tenuti al versamento del contributo sono le imprese che svolgono  le seguenti attività:

  1. gestione di infrastrutture di trasporto (ferroviarie, portuali, aeroportuali e autostradali);
  2. servizi di trasporto passeggeri e/o merci, nazionale, regionale e locale, connotati da oneri di servizio pubblico, con ogni modalità effettuato;
  3. servizio taxi;
  4. servizi di trasporto ferroviario di passeggeri e/o merci;
  5. servizi di trasporto aereo di passeggeri e/o merci;
  6. servizi di trasporto di passeggeri e/o merci via mare e per altre vie navigabili;
  7. servizi di trasporto di passeggeri e/o merci su strada;
  8. servizi accessori alle gestione di infrastrutture di trasporto;
  9. servizi accessori al trasporto ferroviario, su strada, aereo, via mare e per altre vie navigabili di passeggeri e/o merci;
  10. gestione di centri di movimentazioni merci (interporti);
  11. servizi logistici e accessori ai settori dei trasporti;
  12. servizi di movimentazione merci relativi al trasporto ferroviario, su strada, via mare e per altre vie navigabili.

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento di cui all’art. 2359 cod. civ. o sottoposti ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 cod. civ. anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo la cui entità deve essere calcolata in relazione ai ricavi iscritti a bilancio derivanti dall’attività svolta dalla singola società.

Nel caso di consorzi o società consortili formati esclusivamente da soggetti che esercitano le attività indicate nell’articolo 1 della delibera n.94/2015, il contributo è dovuto dai soggetti consorziati. In caso di consorzi o società consortili composte anche da soggetti che non esercitano le attività indicate nell’articolo 1 della delibera n.94/2015 il contributo è dovuto dai consorzi o dalle società consortili.