Osservazioni Contratto di Programma MIF-RFI

Nel proprio parere l’Autorità, sul piano dei processi, rileva la necessità di allineare tempi e modalità di definizione del CdP-I con quelli della regolazione tecnica ed economica del sistema ferroviario e della pianificazione istituzionale dei trasporti ai diversi livelli territoriali. L’Autorità evidenzia, inoltre, che il Contratto deve conformarsi alle Linee guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche, di recente adottate dallo stesso Ministero delle infrastrutture e trasporti.

Nel merito, segnala la necessità che, come indicato dal citato d.lgs.112/2015, gli indicatori di prestazione e di qualità (in termini, ad esempio, di velocità di regime ed affidabilità, soddisfazione dell’utente e capacità della rete) vengano espressi in modo da meglio evidenziare i benefici attesi dagli investimenti a vantaggio delle Imprese Ferroviarie e degli utenti.

Viene altresì richiamata l’opportunità che le informazioni contenute nel contratto di programma tengano conto dell’obbligo del gestore – previsto dal d.lgs. 112/2015 – di predisporre ed aggiornare il Registro dei Beni, corredato delle spese dettagliate ed utilizzato per valutare il finanziamento necessario alla riparazione, rinnovo e potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria.

Secondo l’Autorità, appare poi opportuno individuare specifici strumenti di monitoraggio del corretto adempimento degli obblighi contrattuali da parte del Gestore, attesa la limitata incidenza delle sanzioni previste in rapporto al volume di finanziamenti contemplato dal contratto in esame (circa 9 Mld di euro per il solo 2016). In tal senso occorre, secondo l’ART, rafforzare l’obiettivo di deterrenza delle sanzioni, sia rispetto all’importo complessivo delle opere sia rispetto allo scostamento prestazionale commisurando proporzionalmente la penale all’entità del danno subito dal committente.