Frequently Asked Questions (FAQ)

In caso di disservizio nel trasporto ferroviario, effettuato con autobus, e via mare e per vie navigabili interne, a chi devo presentare reclamo?

In caso di violazione delle disposizioni dei Regolamenti UE relativi ai diritti dei passeggeri del trasporto:

il passeggero che intende presentare reclamo deve rivolgersi innanzitutto all’impresa di trasporto che effettua il servizio.

Solo successivamente, in caso di risposta insoddisfacente o in caso di mancato riscontro da parte dell’impresa di trasporto, i passeggeri possono rivolgersi all’Autorità di regolazione dei trasporti, inoltrando il proprio reclamo ai fini dell’accertamento di una eventuale violazione dei Regolamenti UE di riferimento.

Per maggiori informazioni, si veda la sezione ‘Che cosa fa ART per la tutela dei diritti dei passeggeri’ in ambito ferroviario, autobus, marittimo e per vie navigabili interne.

Quando e come posso inoltrare un reclamo all’Autorità di regolazione dei trasporti?

Si possono inoltrare reclami all’Autorità in caso di risposta insoddisfacente oppure, in caso di mancata risposta da parte dell’impresa di trasporto secondo le seguenti:

TEMPISTICHE
MODALITA’
L’Autorità può farmi avere un risarcimento per i danni subìti a causa di disservizi nel trasporto?

No:

per avere un risarcimento dei danni subìti a causa di disservizi, occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.

In caso di ritardo o cancellazione di un servizio di trasporto ferroviario, quali sono i miei diritti?

Se il mio treno è in ritardo o viene cancellato, ho diritto anzitutto ad essere informato della situazione e dell’orario di partenza previsto non appena tale informazione è disponibile.

Se un servizio ferroviario viene soppresso in maniera stabile, ne deve essere data informazione con largo anticipo e con mezzi adeguati.

Inoltre, se è ragionevolmente prevedibile che il treno arrivi alla destinazione finale con un ritardo superiore a 60 minuti, il passeggero può scegliere immediatamente tra:

  • il rimborso integrale del biglietto, alle condizioni alle quali è stato acquistato, per la parte o le parti del viaggio non effettuate e per la parte o le parti già effettuate (se il viaggio non è più utile per il programma originario di viaggio del passeggero), oltre ad avere la possibilità, se del caso, di ritornare al punto di partenza non appena possibile.
  • proseguire il viaggio o seguire un itinerario alternativo, a condizioni di trasporto simili, verso la destinazione finale, non appena è possibile;
  • proseguire il viaggio o seguire un itinerario alternativo, a condizioni di trasporto simili, verso la destinazione finale, in un momento successivo, a scelta del passeggero.

Questi diritti spettano anche nel caso di c.d. “biglietti globali”, ossia uno o più biglietti che rappresentano un unico contratto di trasporto per utilizzare servizi ferroviari successivi operati da una o più imprese ferroviarie. Attenzione: se il viaggio programmato comprende più servizi ferroviari successivi operati da una o più imprese ferroviarie è bene verificare se si sta acquistando un “biglietto globale”.

Come posso esercitare il diritto al rimborso o al proseguimento del viaggio con itinerari alternativi?

Per sapere con quali modalità posso esercitare il diritto al rimborso o al proseguimento del viaggio con itinerari alternativi, occorre consultare le Condizioni generali di trasporto dell’impresa ferroviaria e il materiale informativo messo a disposizione da quest’ultima sul suo sito web o presso le biglietterie e gli sportelli assistenza, ove presenti.

Solitamente il diritto alla scelta tra trasporto alternativo e rimborso deve essere esercitato nel momento in cui si verifica la cancellazione o il ritardo; l’impresa ferroviaria deve, in ogni caso, informare il passeggero e rendere agevole la scelta (ad esempio, se le biglietterie sono chiuse, il passeggero deve avere a disposizione altre modalità).

Per quanto riguarda i treni regionali e i treni nazionali soggetti a oneri di servizio pubblico (ad esempio gli Intercity), l’Autorità ha stabilito che nel momento in cui si verifica un disservizio l’impresa ferroviaria deve informare i passeggeri, tra l’altro, dei diritti spettanti e su come esercitarli con appositi annunci visivi e sonori in stazione e, ove pertinente, a bordo treno. Qualora in fase di acquisto del biglietto o di prenotazione del posto sia stato richiesto all’utente di fornire il proprio recapito cellulare o e-mail, le informazioni sono altresì fornite utilizzando tali recapiti.

In caso di non prosecuzione del servizio ferroviario, quali sono i miei diritti?

In caso di non prosecuzione del servizio ferroviario, se il treno è bloccato sui binari, ove possibile, al passeggero spetta il diritto di usufruire di un servizio di trasporto alternativo tra il treno e la stazione ferroviaria, a un punto di partenza alternativo o alla destinazione finale del servizio.

In quali casi ho diritto ad un indennizzo nel trasporto ferroviario?

Ho diritto ad un indennizzo – che deve essere richiesta all’impresa ferroviaria – quando il ritardo di arrivo alla destinazione indicata sul biglietto è stato superiore a 60 minuti. In tal caso ho diritto ad un risarcimento minimo pari al:

  • 25% del prezzo del biglietto, se il ritardo è compreso tra 60 e 119 minuti;
  • 50% del prezzo del biglietto, se il ritardo è pari o superiore a 120 minuti.

Le imprese ferroviarie possono sempre prevedere, nelle proprie Condizioni generali di trasporto, disposizioni migliorative per il passeggero.

Se si ritiene che il ritardo abbia provocato dei danni ulteriori, questi possono essere richiesti all’impresa ferroviaria secondo le normali regole della responsabilità contrattuale (in caso di risposta negativa da parte dell’impresa ferroviaria occorrerà perciò rivolgersi al Giudice Ordinario o utilizzare gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, se disponibili).

Il diritto a ricevere il risarcimento viene meno se il passeggero:

  • è informato del ritardo prima dell’acquisto del biglietto;
  • ha scelto il rimborso oppure se il ritardo nell’ora di arrivo prevista proseguendo il viaggio su un servizio diverso o in base a un itinerario alternativo resta inferiore a 60 minuti.
Ho diritto ad un indennizzo indipendentemente dal valore del biglietto del treno?

Non sempre:

  • come indicato nelle Condizioni generali di trasporto di ciascuna impresa, le imprese ferroviarie possono introdurre una soglia minima per i rimborsi;
  • suddetta soglia non può essere superiore a 4 euro (ad esempio, per un biglietto costato 12 euro potrei avere diritto all’indennizzo solo nel caso in cui il ritardo sia pari o superiore a 120 minuti, in quanto solo in questo caso l’importo sarà superiore a 4 euro).
Ho diritto ad un indennizzo se sono titolare di un abbonamento e ho subito un susseguirsi di ritardi, anche se inferiori a 60 minuti?

Sì:

  • nel caso di servizi ad Alta Velocità, i passeggeri titolari di abbonamenti e in possesso di prenotazioni registrate sui sistemi di vendita del gestore del servizio che abbiano subito ritardi o soppressioni di servizio ripetuti durante il periodo di validità dell’abbonamento hanno diritto ad un indennizzo adeguato, determinato secondo criteri di calcolo dei ritardi e dell’indennizzo specifici e differenziati rispetto a quelli previsti dai gestori dei servizi con riferimento ai titoli di viaggio singoli (si veda la delibera n.54/2016 – Misure concernenti il contenuto minimo degli specifici diritti che i passeggeri in possesso di “abbonamenti” possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi ferroviari ad Alta Velocità).
  • nel caso di servizi regionali o nazionali soggetti a oneri di servizio pubblico, l’Autorità ha definito un indennizzo minimo da indicarsi nella Carta dei servizi, che tuttavia può essere migliorato dalle imprese ferroviarie, anche in relazione a quanto previsto nei contratti di servizio pubblico con gli Enti affidanti (si veda la delibera n. 106/2018 – Approvazione di “Misure concernenti il contenuto minimo degli specifici diritti che gli utenti dei servizi di trasporto per ferrovia connotati da oneri di servizio pubblico possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi e delle infrastrutture ferroviarie”).
In quale forma viene effettuato il versamento dell’indennizzo e sulla base di cosa viene calcolato?

L’indennizzo viene erogato mediante buoni e/o altri servizi se le condizioni sono flessibili (per quanto riguarda in particolare il periodo di validità e la destinazione).  Qualora il passeggero lo richieda espressamente, il pagamento viene effettuato in denaro.

L’impresa ferroviaria è tenuta a versare l’indennizzo entro un mese dalla presentazione della domanda.

L’indennizzo viene calcolato in relazione al prezzo effettivamente pagato dal passeggero per il servizio in ritardo (nessuna detrazione, ad esempio, per tasse o spese telefoniche).

In un viaggio composto da due o più tratte (con due o più biglietti) ho perso una coincidenza e sono arrivato con più di un’ora di ritardo alla mia destinazione finale: quali diritti i spettano?

Nel caso di un viaggio composto da due o più tratte, qualora all’acquisto io abbia ricevuto due o più biglietti, devo verificare se la soluzione di viaggio acquistata è unica, ossia se il biglietto è un c.d. “biglietto globale”: solo in questo caso, infatti, mi spettano tutti i diritti previsti dalla normativa con riguardo all’intero viaggio  (come ad esempio: la scelta tra rimborso e trasporto alternativo; l’assistenza; l’indennizzo), e per questo motivo l’impresa ferroviaria è tenuta a fornire, già al momento dell’acquisto, un’informazione chiara e precisa sulla tipologia di biglietto di viaggio acquistato dall’utente e di conseguenza sui diritti che spettano al titolare.

In caso di ritardo alla partenza, ho diritto a ricevere assistenza?

Sì:

  • in caso di ritardo superiore a 60 minuti, il passeggero ha diritto a ricevere gratuitamente pasti e bevande in quantità ragionevole in funzione dei tempi di attesa, e della loro disponibilità, sul treno o in stazione;
  • nei casi in cui il ritardo renda necessario il pernottamento (ad esempio, quando il successivo servizio di trasporto disponibile viene garantito il giorno successivo a quello della partenza originaria), il passeggero ha diritto a ricevere gratuitamente sistemazione in albergo o di altro tipo, e il trasporto tra la stazione ferroviaria e la sistemazione.
Quali sono i principali diritti dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) nel trasporto ferroviario?

Su richiesta, le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta devono essere informate in merito all’accessibilità dei servizi ferroviari e dei treni.

Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni dovranno fornire gratuitamente l’assistenza sui treni e nelle stazioni dotate di personale (in particolare per salire e scendere dal treno); il passeggero è tenuto a dare un preavviso relativo alle proprie esigenze 48 ore prima della partenza.

Nelle stazioni non dotate di personale, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni devono fornire informazioni facilmente accessibili sulle più vicine stazioni dotate di personale e sull’assistenza disponibile che può essere garantita.

In mancanza di personale di accompagnamento a bordo di un treno o di personale in una stazione, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni sono tenuti a compiere tutti gli sforzi ragionevoli per consentire alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta di avere accesso al trasporto ferroviario.

Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno diritto ad un risarcimento se l’impresa ferroviaria è responsabile della perdita o del danneggiamento delle loro attrezzature per la mobilità. A tale risarcimento non si applicano limiti finanziari.

Per maggiori informazioni su accessibilità e assistenza nelle principali stazioni è possibile consultare la sezione dedicata del sito web di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

Quali sono le condizioni alle quali viene fornita l’assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) nel trasporto ferroviario?

Tutti i soggetti coinvolti nel servizio di trasporto (imprese ferroviarie, gestori delle stazioni, venditori di biglietti e tour operator) sono tenuti a cooperare al fine di fornire assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta, alle seguenti condizioni:

  • la necessità di assistenza richiesta dalla persona con disabilità o a mobilità ridotta deve essere notificata a uno dei soggetti coinvolti suindicati con almeno 48 ore di anticipo. Pertanto, i soggetti coinvolti nel servizio sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare la ricezione delle notifiche. Qualora il biglietto consenta viaggi multipli, è sufficiente una sola notifica che contenga informazioni specifiche sugli orari dei viaggi successivi.
  • in assenza di notifica, l’impresa ferroviaria e il gestore della stazione devono compiere ogni sforzo ragionevole per garantire alla persona con disabilità o a mobilità ridotta l’assistenza necessaria per poter viaggiare;
  • il gestore della stazione o altro soggetto autorizzato è tenuto a designare, all’interno e all’esterno della stazione ferroviaria, un certo numero di punti in cui le persone con disabilità o a mobilità ridotta possono annunciare il loro arrivo in stazione e, se necessario, chiedere assistenza;
  • l’assistenza è fornita a condizione che la persona con disabilità o a mobilità ridotta si presenti nel punto designato all’orario stabilito dall’impresa ferroviaria o dal gestore della stazione, a condizione che tale orario non ecceda i 60 minuti rispetto all’orario di partenza pubblicato o all’ora richiesta a tutti i passeggeri per la registrazione. Se non è stato stabilito un orario preciso entro cui la persona con disabilità o a mobilità ridotta è tenuta a presentarsi, è necessario recarsi al punto designato almeno 30 minuti prima dell’orario di partenza pubblicato o dell’ora alla quale è richiesto a tutti i passeggeri di presentarsi per la registrazione.
Può essere chiesto un prezzo più alto alle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR)? Possono essere obbligati a farsi accompagnare da terzi?

No. Le prenotazioni e i biglietti sono offerti alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta senza costi aggiuntivi.

Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni stabiliscono o possiedono norme di accesso non discriminatorie applicabili al trasporto di persone con disabilità e di persone a mobilità ridotta.

Solo se è strettamente necessario per conformarsi a tali norme di accesso, l’impresa ferroviaria può richiedere che la persona con disabilità o a mobilità ridotta sia accompagnata da altri.

Nella stazione di partenza non sono presenti biglietteria né distributori automatici funzionanti: come faccio ad acquistare un biglietto ferroviario?

In mancanza di biglietteria o di distributore automatico nella stazione ferroviaria di partenza, i viaggiatori devono essere informati in stazione:

  • della possibilità di acquistare un biglietto per telefono, via internet o a bordo del treno, e delle modalità di tali acquisti;
  • della stazione ferroviaria o del luogo più vicino in cui sono disponibili biglietterie e/o distributori automatici funzionanti.

Per i treni ricompresi in contratti di servizio pubblico (ad esempio treni regionali, e molti intercity), nel caso di partenza da una stazione in cui non sia presente una biglietteria o un distributore automatico funzionante, l’impresa di trasporto è tenuta a consentire l’acquisto del biglietto a bordo senza alcun sovrapprezzo.

È consentito portare la bicicletta a bordo del treno?

Sì:

  • se le biciclette sono facili da maneggiare;
  • se ciò non pregiudica il servizio ferroviario specifico e se il materiale rotabile lo consente.

A tal fine, è consigliabile contattare o consultare il sito web dell’impresa ferroviaria che offre il servizio di trasporto per verificare se il treno sul quale si intende viaggiare è attrezzato al trasporto di biciclette e, in tal caso, se il trasporto della bicicletta comporta un costo aggiuntivo.

A fronte di specifica richiesta, l’impresa ferroviaria è tenuta, già prima del viaggio, a fornire al passeggero tutte le informazioni relative all’accessibilità e alle condizioni di accesso a bordo del treno con la bicicletta.

Possono essere sempre trasportati animali a bordo del treno?

Il regolamento (CE) n. 1371/2007 non prevede alcun diritto specifico relativamente al trasporto di animali. Si applicano pertanto le Condizioni di trasporto dell’impresa ferroviaria, che devono essere rese note all’utente già prima del viaggio.

Dove trovo il recapito dell’impresa di trasporto ferroviario a cui inviare un reclamo?

Le imprese ferroviarie sono obbligate ad istituire un meccanismo per il trattamento dei reclami e a dare ampia ed esaustiva informazione a i passeggeri in merito alle modalità di funzionamento e utilizzo di tale servizio.

Le informazioni sulle procedure di reclamo sono di norma rese disponibili sul sito web delle imprese di trasporto e all’interno delle Condizioni generali di trasporto, ma devono essere accessibili anche agli utenti non utilizzatori del web.

Agli utenti dei servizi regionali o nazionali connotati da oneri di servizio pubblico, devono essere resi disponibili più canali per l’invio dei reclami, tra cui almeno:

  • presentazione del reclamo tramite il sito web, con accesso da apposito link posto nell’homepage, o via e-mail, che garantisca il rilascio di apposita ricevuta;
  • presentazione del reclamo presso qualsiasi biglietteria o servizio assistenza clienti dell’impresa presente sul territorio nazionale, con rilascio di apposita ricevuta;
  • presentazione del reclamo tramite un indirizzo o casella postale.
Nel trasporto ferroviario, quali obblighi ha l’impresa di trasporto dopo aver ricevuto il reclamo?

L’impresa ferroviaria alla quale è stato regolarmente inviato un reclamo è obbligata a rispondere entro un mese dalla ricezione dello stesso.

Solo in casi giustificati, entro tale termine, l’impresa di trasporto può comunicare al passeggero la data entro la quale riceverà una risposta motivata (comunque entro tre mesi dalla data di presentazione del reclamo).

In caso di mancata risposta entro tale termine o di risposta non soddisfacente, è possibile rivolgersi all’Autorità, inviando un reclamo di seconda istanza.

In relazione ad episodi di scarsa sicurezza sul treno o in stazione, posso inviare un reclamo all’Autorità?

Sì:

  • poiché il regolamento (CE) n. 1371/2007 prevede che le imprese ferroviarie, i gestori delle infrastrutture e delle stazioni adottino misure idonee per garantire la sicurezza personale dei passeggeri;
  • inoltre, segnalazioni relative alla sicurezza personale dei passeggeri sul treno o in stazione possono essere inoltrate, oltre che all’Autorità di regolazione dei trasporti, alla Polizia Ferroviaria, deputata a garantire la sicurezza nelle stazioni e a bordo dei convogli ferroviari.
Il treno su cui ho viaggiato aveva il bagno inutilizzabile e l’aria condizionata non funzionante, posso rivolgermi all’Autorità?

L’Autorità non può intervenire direttamente in questi casi. L’igiene degli impianti sanitari, il mancato funzionamento dell’impianto di condizionamento a bordo del treno e altri aspetti che attengono alla qualità del servizio, non rientrano tra le fattispecie tutelate dal regolamento (CE) n. 1371/2007, e non è pertanto possibile attivare i rimedi previsti a tutela dei diritti contemplati dal regolamento EU.

In questi casi, è consigliabile verificare le Condizioni generali di trasporto dell’impresa ferroviaria che offre il servizio, in quanto talvolta, a fronte di tali disservizi, è prevista la corresponsione di un bonus. In ogni caso, i disservizi riscontrati possono essere segnalati all’impresa ferroviaria.

L’Autorità ha definito le condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto passeggeri per ferrovia, nazionali e locali, connotati da oneri di servizio pubblico che si applicano ai servizi oggetto di affidamento in data successiva a quella di entrata in vigore della regolazione dell’Autorità (9 febbraio 2018) e anche ai contratti di servizio stipulati in data precedente, per i quali si realizzi, ove prevista, una revisione. Spetta agli Enti affidanti (in particolare, le Regioni) il controllo del rispetto delle condizioni di qualità e l’applicazione all’impresa ferroviaria di eventuali penali.

In fase di acquisto del biglietto del treno, ho effettuato un doppio pagamento, posso rivolgermi all’Autorità per ottenere il rimborso?

No:

  • è necessario rivolgersi direttamente all’impresa ferroviaria.

In caso di mancata soluzione è possibile rivolgersi al Giudice Ordinario o a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.

Se ho sbagliato a comprare il biglietto del treno, oppure se voglio rinunciare al viaggio prima della data prevista, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • è necessario rivolgersi direttamente all’impresa ferroviaria, verificando preventivamente le condizioni generali di trasporto, che devono essere rese disponibili all’utente che ne faccia richiesta già prima dell’acquisto del biglietto.

Fermo restando che le procedure di rimborso da parte delle imprese di trasporto devono essere trasparenti, l’Autorità non può risolvere questi casi.

 

 

Per un problema nell’utilizzo di una carta fedeltà, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • la materia non è di competenza dell’Autorità.

Eventuali pratiche commerciali scorrette possono, invece, essere segnalate all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Se ho smarrito, danneggiato o subito il furto di un bagaglio o di un oggetto personale sul treno o in stazione, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • l’Autorità non può intervenire per eventuali risarcimenti a seguito di smarrimento, furto, o danneggiamento di bagagli.

Il regolamento (CE) n. 1371/2007 prevede che il passeggero debba essere informato, già prima del viaggio, delle procedure per il recupero dei bagagli smarriti. Quindi è possibile rivolgersi all’Autorità soltanto in caso di mancata informazione su tali procedure.

I diritti dei passeggeri si applicano in maniera uniforme a tutti i servizi di trasporto con autobus?

Il regolamento (UE) n. 181/2011, concernente i diritti dei passeggeri che viaggiano con autobus, attribuisce differenti diritti ai passeggeri in funzione della distanza prevista del servizio.

In particolare, sono previsti più diritti per i passeggeri dei servizi di trasporto di distanza pari o superiore a 250 km.

Che differenza c’è tra servizi di trasporto con autobus ‘regolari ‘e quelli ‘occasionali’?

I servizi di trasporto con autobus cosiddetti ‘regolari’ sono quelli che assicurano il trasporto di passeggeri con una frequenza e su un itinerario determinati e in cui la salita o la discesa dei passeggeri avvengono presso fermate prestabilite.

I servizi di trasporto con autobus cosiddetti ‘occasionali’ sono invece quelli la cui principale caratteristica è il trasporto su autobus di gruppi di passeggeri costituiti su iniziativa del cliente o del vettore.

In caso di cancellazione o ritardo alla partenza dell’autobus, ho diritto ad essere informato?

In base al regolamento (UE) n. 181/2011, nel caso in cui il servizio di trasporto con autobus copra una distanza pari o superiore a 250 km, il vettore (o il gestore della stazione) è tenuto:

  • ad informare il passeggero della situazione (di ritardo o cancellazione) quanto prima, e comunque entro e non oltre i trenta minuti successivi all’orario di partenza originariamente previsto;
  • a comunicare, non appena possibile, il nuovo orario di partenza. Tale informazione, ove possibile, deve essere fornita per via elettronica al passeggero che ne abbia fatto richiesta e che abbia fornito i dati per essere contattato.

Il vettore ha, in ogni caso, l’obbligo di fornire informazioni adeguate sul viaggio a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla distanza del servizio di trasporto.

In caso di cancellazione o ritardo alla partenza dell’autobus, ho diritto al rimborso? E in caso di overbooking?

Per i servizi di trasporto con autobus che coprono una distanza pari o superiore a 250 km, il passeggero ha diritto al rimborso in caso di:

  • cancellazione;
  • ritardo alla partenza superiore a 120 minuti;
  • accettazione di un numero di prenotazioni superiore ai posti disponibili nell’autobus (c.d. overbooking).

In presenza di tali circostanze, il vettore deve offrire immediatamente al passeggero la scelta tra:

  • essere trasportato, appena possibile, alla destinazione finale in condizioni analoghe e senza costi aggiuntivi;
  • ottenere il rimborso del prezzo del biglietto e, se ritenuto opportuno, il trasporto gratuito al punto di partenza iniziale.

Si specifica che il vettore deve attivarsi per offrire la scelta di cui sopra nel caso in cui la partenza avvenga da una stazione.

Se il vettore non offre tale scelta, il passeggero può chiedere il rimborso del prezzo del biglietto, oltre a una somma pari al 50% del costo del biglietto. Tale somma deve essere corrisposta dal vettore entro un mese dalla richiesta.

Ho diritto a ricevere assistenza in caso di cancellazione o ritardo alla partenza dell’autobus?

Per i servizi di trasporto con autobus che coprono una distanza pari o superiore a 250 km e la cui la durata del viaggio sia superiore a tre ore, in caso di una cancellazione o di un ritardo alla partenza dalla stazione superiore a 90 minuti, il passeggero ha diritto gratuitamente:

  • a ricevere assistenza mediante fornitura di spuntini, pasti o bevande in funzione dei tempi di attesa o del ritardo, purché siano disponibili nella stazione o a bordo dell’autobus o possano essere ragionevolmente forniti;
  • alla sistemazione in albergo, o altro alloggio, nel caso di partenza in un giorno successivo. Il costo del pernottamento può essere limitato a 80 euro per notte e a due pernottamenti.

Non si ha tuttavia diritto alla sistemazione in albergo qualora il ritardo sia causato da condizioni metereologiche avverse o da gravi catastrofi naturali.

In caso di servizi di trasporto con autobus che coprono tratte più brevi (inferiori a 250 km), la normativa europea non riconosce alcun particolare diritto all’assistenza.

In caso di ritardo all’arrivo nel trasporto con autobus, quali sono i miei diritti?

Il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede indennizzo in caso di ritardo all’arrivo per il trasporto con autobus.

Se il passeggero, a causa di una cancellazione o di un ritardo di un servizio di trasporto con autobus di distanza pari o superiore a 250 km, perde un servizio di trasporto in coincidenza, il vettore o il gestore della stazione sono tenuti a compiere sforzi ragionevoli per informarlo sui collegamenti alternativi.

Tale informazione, ove possibile, è fornita per via elettronica al passeggero che ne abbia fatto richiesta e che abbia fornito i dati per essere contattato.

Se l’autobus diventa inutilizzabile durante il viaggio, il vettore deve assicurare la continuazione del servizio con un altro veicolo o il trasporto dal luogo in cui si trova il veicolo inutilizzabile verso un punto di attesa e/o una stazione da cui il viaggio possa proseguire.

Il vettore ha, in ogni caso, l’obbligo di fornire informazioni adeguate sul viaggio a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla distanza del servizio di trasporto.

Per richiedere il risarcimento degli eventuali danni subiti, è sempre possibile rivolgersi al giudice ordinario o utilizzare strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie.

Quali sono i principali diritti dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) nel trasporto con autobus?

Il regolamento (UE) n. 181/2011 garantisce ai passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta assistenza gratuita nelle stazioni di autobus designate e a bordo.

In particolare, nelle stazioni designate deve essere garantita assistenza gratuita per consentire alle persone disabili o a mobilità ridotta almeno di:

  • comunicare il proprio arrivo alla stazione e la richiesta di assistenza nei punti designati;
  • spostarsi dai punti designati al banco dell’accettazione, alla sala d’aspetto e alla zona di imbarco;
  • salire a bordo del veicolo, mediante elevatori, sedie a rotelle o altre attrezzature necessarie, a seconda dei casi;
  • riporre il proprio bagaglio a bordo;
  • recuperare il proprio bagaglio;
  • scendere dal veicolo;
  • portare a bordo dell’autobus un cane riconosciuto da assistenza;
  • recarsi al posto a sedere.

A bordo dell’autobus, la persona con disabilità o a mobilità ridotta ha diritto:

  • a richiedere ed informazioni essenziali relative al viaggio in modalità accessibile;
  • a salire e a scendere durante le pause del viaggio, ove a bordo dell’autobus sia presente altro personale oltre al conducente.

Per i servizi di trasporto con autobus che coprono tratte inferiori a 250 km, il regolamento (UE) n. 181/2011 riconosce solo alcuni diritti, e in particolare:

  • il diritto al trasporto senza discriminazioni o costi aggiuntivi, tranne che in presenza di impedimenti connessi al rispetto degli obblighi di salute e sicurezza stabiliti dalla legislazione e fissati dalle autorità competenti, o a causa della configurazione del veicolo o dell’infrastruttura (stazione, fermata);
  • il diritto al risarcimento di sedie a rotelle e attrezzature per la mobilità. In caso di perdita o danneggiamento di sedie a rotelle, altre attrezzature per la mobilità o dispositivi di assistenza è previsto un risarcimento al vettore o all’ente di gestione della stazione responsabile di tale perdita o danneggiamento. Il risarcimento è pari al costo della sostituzione o della riparazione dell’attrezzatura o dei dispositivi perduti o danneggiati.
Quali sono le condizioni alle quali viene fornita l’assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) nel trasporto con autobus?

Tutti i soggetti coinvolti nel servizio di trasporto (l’impresa di trasporto, l’ente di gestione della stazione designata, l’agente di viaggio o l’operatore turistico) sono tenuti a cooperare al fine di fornire assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta, alle seguenti condizioni:

  • la necessità di assistenza richiesta dalla persona con disabilità o a mobilità ridotta deve essere notificata a uno dei soggetti coinvolti suindicati con almeno 36 ore di anticipo. Pertanto, i soggetti coinvolti nel servizio sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare la ricezione delle notifiche. Qualora il biglietto consenta viaggi multipli, è sufficiente una sola notifica che contenga informazioni specifiche sugli orari dei viaggi successivi.
  • l’assistenza è fornita a condizione che la persona con disabilità o a mobilità ridotta si presenti nel punto designato all’orario stabilito o comunque concordato con il vettore a condizione che tale orario non ecceda i 60 minuti rispetto all’orario di partenza pubblicato o all’ora richiesta a tutti i passeggeri per la registrazione. Se non è stato stabilito un orario preciso entro cui la persona con disabilità o a mobilità ridotta è tenuta a presentarsi, è necessario recarsi al punto designato almeno 30 minuti prima dell’orario di partenza pubblicato o dell’ora alla quale è richiesto a tutti i passeggeri di presentarsi per la registrazione.
In quali casi è possibile che alle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) non venga consentito di salire a bordo di un autobus?

La prenotazione, l’emissione di un biglietto o la salita a bordo di un autobus può non essere consentita a persone con disabilità o a mobilità ridotta nei seguenti casi:

  • per esigenze connesse al rispetto degli obblighi di sicurezza stabiliti dalla legislazione o in materia di salute e sicurezza fissati dalle autorità competenti;
  • a causa della configurazione del veicolo o dell’infrastruttura (stazione, fermata).

Il passeggero ha diritto ad essere informato delle ragioni del rifiuto.

In caso di negato imbarco sull’autobus, quali sono i diritti del passeggero con disabilità o a mobilità ridotta (PMR)?

In caso di negato imbarco per motivi legati alla sua disabilità o mobilità ridotta, il passeggero in possesso di regolare prenotazione che ha comunicato all’impresa di trasporto la necessità di assistenza con un preavviso di almeno 36 ore, ha diritto di scegliere tra:

  • il diritto al rimborso e, se del caso, al ritorno senza oneri aggiuntivi al primo punto di partenza non appena possibile;
  • il proseguimento del viaggio, anche con servizi di trasporto alternativi, fino alla destinazione indicata nel biglietto, ad eccezione dei casi in cui ciò non sia praticabile.
Nel trasporto con autobus, quali obblighi ha l’impresa dopo aver ricevuto il reclamo?

L’impresa di trasporto è tenuta:

  • entro un mese dal ricevimento del reclamo, a comunicare al passeggero se il reclamo è stato i) accolto, ii) respinto, o se iii) è ancora all’esame;
  • entro tre mesi dal ricevimento del reclamo, a fornire al passeggero che ha presentato reclamo una risposta definitiva.
In caso di problemi nell’acquisto on line dei biglietti dell’autobus, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
Se l’autobus non ha standard qualità adeguati (impianto di climatizzazione o prese per ricaricare il cellulare non funzionanti, e così via), posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
Se mi hanno rubato i bagagli a bordo dell’autobus, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
Se l’autista dell’autobus è scortese o guida parlando al cellulare, posso rivolgermi all’Autorità?

No, perché il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va segnalato al vettore.

Se nel viaggio con autobus da Milano città a Milano Malpensa ho subito un ritardo che mi ha fatto perdere il volo, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede specifici diritti in materia (il tragitto è inferiore a 250 km). Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
L’autobus urbano che prendo tutti i giorni spesso non passa: posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché il regolamento (UE) n. 181/2011 non prevede specifici diritti in materia (il tragitto è inferiore a 250 km). Il problema va risolto rivolgendosi al vettore o all’Ente che ha affidato il servizio di trasporto pubblico locale.

Le segnalazioni all’Autorità su questi temi vengono comunque tenute in considerazione per l’attività di regolazione in base alle competenze attribuite dalla legge.

Nel trasporto via mare o per vie navigabili interne, sono tutelato in caso di cancellazioni o ritardo alla partenza?

In caso di cancellazione o ritardo, il passeggero deve essere sempre informato dal vettore o dall’operatore del terminale, quanto prima e comunque non oltre 30 minuti dopo l’orario di partenza originariamente previsto, della situazione, dell’orario di partenza e dell’orario di arrivo previsti, non appena tale informazione è disponibile.

Se il servizio viene cancellato o in caso di ritardo alla partenza, ragionevolmente prevedibile da parte del vettore, di oltre 90 minuti, il passeggero può scegliere, in alternativa, tra:

  • ottenere il rimborso del biglietto (che deve essere effettuato entro sette giorni dalla richiesta) e, se necessario, il trasporto gratuito verso il suo punto di partenza iniziale, non appena possibile;
  • essere trasportato, in condizioni analoghe, verso la sua destinazione finale non appena possibile e senza spese aggiuntive.

Se la partenza viene cancellata o ritardata di oltre 90 minuti, nella maggior parte dei casi il passeggero in partenza da un terminale portuale ha anche diritto:

  • a spuntini, pasti o bevande (proporzionalmente al tempo di attesa), se disponibili e se possono essere ragionevolmente forniti;
  • a una sistemazione adeguata, in caso di cancellazione o ritardo alla partenza che renda necessario un soggiorno di una o più notti o un soggiorno supplementare rispetto a quello previsto dal passeggero, ove sia fisicamente possibile.

In tale circostanza il vettore offre gratuitamente:

  • una sistemazione adeguata, a bordo o a terra;
  • il trasporto tra il terminale portuale e il luogo di sistemazione;
  • spuntini, pasti e bevande (proporzionalmente al tempo di attesa), se ragionevolmente disponibili.
Nel trasporto via mare o per vie navigabili interne, ho diritto ad ottenere una compensazione economica in caso di ritardo all’arrivo?

Quando il ritardo all’arrivo alla destinazione finale, come indicato nel contratto di trasporto, supera determinate soglie, che dipendono dalla durata del viaggio, il passeggero ha diritto ad una compensazione economica da parte del vettore.

In particolare, il livello minimo di compensazione economica è pari al 25% del prezzo del biglietto in caso di:

  1. almeno un’ora di ritardo in un servizio regolare che dura fino a quattro ore;
  2. almeno due ore di ritardo in un servizio regolare la cui durata è di più di quattro ore ma non superiore a otto ore;
  3. almeno tre ore di ritardo in un servizio regolare superiore a otto ore ma non superiore a ventiquattro ore; oppure
  4. almeno sei ore di ritardo in un servizio regolare superiore a ventiquattro ore.

Se il ritardo supera il doppio del tempo indicato alle lettere da a) a d), la compensazione economica è pari al 50% del prezzo del biglietto.

A titolo di esempio:

  • se il ritardo all’arrivo è di 30 minuti, il passeggero non ha diritto ad alcuna compensazione economica, indipendentemente dalla durata del viaggio;
  • il passeggero avrà diritto a ricevere una compensazione economica pari ad almeno il 25% del prezzo del biglietto, ad esempio:
    • se il ritardo all’arrivo è di 90 minuti per un servizio la cui durata prevista è di 2 ore;
    • se la nave ritarda di 130 minuti in un servizio di durata superiore a 4 ore.
  • il passeggero avrà diritto a ricevere una compensazione economica pari ad almeno il 50% del prezzo del biglietto, ad esempio:
    • se il ritardo all’arrivo è di 130 minuti per un servizio la cui durata prevista è di 3 ore;
    • se la nave ritarda di 5 ore di un servizio la cui durata prevista è di 8 ore.
In caso di ritardo dovuto a condizioni metereologiche avverse ho diritto alla compensazione economica? In quali altri casi non mi spetta la compensazione economica nel trasporto via mare e per vie navigabili interne?

Non si ha diritto alla compensazione quando il vettore prova che la cancellazione o il ritardo è dovuto a condizioni metereologiche che mettono a rischio il funzionamento sicuro della nave o a circostanze straordinarie che impediscono l’esecuzione del servizio passeggeri, che non potevano essere ragionevolmente evitate.

La compensazione economica, inoltre, non spetta al passeggero con biglietti aperti finché l’orario di partenza non è specificato (fa eccezione il passeggero in possesso di un abbonamento), né al passeggero che è informato della cancellazione o del ritardo prima dell’acquisto del biglietto.

Infine, la compensazione economica non spetta se la cancellazione o il ritardo sono causati dallo stesso passeggero.

In caso di ritardi ricorrenti all’arrivo durante la validità di un titolo di viaggio o di un abbonamento, ho diritto ad una compensazione economica da parte del vettore?

Sì, secondo le modalità di indennizzo fissate dal vettore indicate nelle Condizioni generali di trasporto.

Se sono titolare di un biglietto di andata e ritorno, in caso di ritardo all’arrivo nella tratta di andata o in quella di ritorno, come viene calcolata la compensazione?

Sulla base della metà del prezzo del trasporto.

Entro quanto tempo il vettore è tenuto a corrispondere la compensazione economica?

Entro un mese dalla presentazione della domanda.

In quale forma viene effettuata la compensazione economica e a quanto ammonta?

Mediante buoni e/o altri servizi se le condizioni per il loro utilizzo sono flessibili (in termini di periodo di validità e di destinazione).

In ogni caso la compensazione deve essere effettuata in denaro, quando il passeggero lo richiede espressamente.

La compensazione è calcolata in relazione al prezzo effettivamente pagato dal passeggero per il servizio passeggeri in ritardo. Il vettore può prevedere, nelle sue Condizioni generali di trasporto, una soglia minima (non superiore a 6 euro) al di sotto della quale la compensazione non è prevista.

Quali sono le condizioni alle quali viene offerta l’assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR)?

I vettori e gli operatori turistici forniscono gratuitamente assistenza alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta nei porti e a bordo delle navi, anche durante l’imbarco e lo sbarco.

Per ricevere assistenza è necessario:

  • informare, almeno 48 ore prima del viaggio, il vettore o l’operatore del terminale, con ogni mezzo disponibile, anche per via elettronica o via SMS. Il passeggero e il vettore (o l’operatore del terminale) possono concordare un periodo più breve;
  • presentarsi personalmente al porto o nel luogo convenuto a un orario stabilito per iscritto dal vettore (purché non più di sessanta minuti prima dell’orario di imbarco pubblicato), oppure almeno sessanta minuti prima dell’orario di partenza, a meno che il passeggero e il vettore o l’operatore del terminale non concordino un periodo più breve.

In ogni caso i vettori e gli operatori dei terminali sono tenuti a compiere ogni sforzo ragionevole per garantire la necessaria assistenza.

Alle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) può essere negato l’imbarco su una nave?

Un vettore, un agente di viaggio e un operatore turistico non possono rifiutarsi di accettare una prenotazione, fornire un biglietto o imbarcare una persona unicamente per motivi di disabilità o di mobilità ridotta.

Se non è possibile portare a bordo una persona con disabilità o una persona a mobilità ridotta per rispettare gli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa o dalle autorità competenti o per impossibilità d’imbarco dovuta alla progettazione della nave o all’infrastruttura e all’attrezzatura del porto, i vettori, gli agenti di viaggio e gli operatori turistici devono compiere tutti gli sforzi ragionevoli per proporre alla persona in questione un’alternativa di trasporto accettabile.

In caso di negato imbarco sulla nave, quali sono i diritti delle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR)?

In caso di negato imbarco per motivi legati alla sua disabilità o mobilità ridotta, il passeggero in possesso di regolare prenotazione che ha notificato al vettore le sue esigenze di assistenza, ha diritto a scegliere tra:

  • il diritto al rimborso del costo del biglietto entro sette giorni;
  • un trasporto alternativo, quest’ultimo subordinato al rispetto degli obblighi in materia di sicurezza.
Nel caso in cui le persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) siano state obbligate dal vettore a farsi accompagnare da terzi, l’accompagnatore che assiste viaggia gratuitamente?

Si:

  • nei casi in cui siano stati il vettore, gli agenti di viaggio o gli operatori turistici ad esigere l’accompagnamento (ad esempio per fornire l’assistenza necessaria o per garantire le condizioni di sicurezza).

In ogni caso, il vettore dovrà compiere ogni sforzo ragionevole per assicurare che l’accompagnatore viaggi vicino alla persona assistita.

Dove si trovano le informazioni sulle condizioni di accesso alla nave per le persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR)?

Le informazioni devono essere facilmente accessibili fisicamente o anche on-line e in formati adeguati.

È consigliabile consultare il sito della compagnia con la quale si intende viaggiare, lo sportello dove si acquistano i biglietti, oppure telefonare l’ufficio competente o chiedere informazioni all’agenzia di viaggi.

In caso di perdita o danneggiamento di sedie a rotelle o altre attrezzature per la mobilità, quali sono i diritti delle persone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR)?

Se la perdita o il danneggiamento di attrezzature per la mobilità sono dovuti a cause imputabili al vettore o all’operatore del terminale, si ha diritto al risarcimento del danno e ad una attrezzatura temporanea sostitutiva adeguata.

Alle presone con disabilità o a mobilità ridotta (PMR) può essere chiesto sovrapprezzo sul costo del biglietto nel trasporto navale?

I vettori, gli agenti di viaggio e gli operatori turistici non possono chiedere alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta di pagare un prezzo più alto per le prenotazioni o i biglietti. Le prenotazioni e i biglietti sono offerti alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta alle stesse condizioni di tutti gli altri passeggeri.

I vettori e gli operatori dei terminali predispongono condizioni d’accesso non discriminatorie per il trasporto delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta, nonché delle persone che le accompagnano.

Nel traporto via mare e per vie navigabili interne, quali obblighi ha l’impresa dopo aver ricevuto il reclamo?

Il vettore o l’operatore del terminale è tenuto:

  • entro un mese dal ricevimento del reclamo, a comunicare al passeggero che il reclamo è stato accolto, respinto o che è ancora all’esame;
  • entro due mesi dal ricevimento del reclamo, a fornire una risposta definitiva in merito al reclamo presentato.
Se la cabina che mi hanno dato non corrisponde alla mia prenotazione, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché non il regolamento (UE) n. 1177/2010 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
Se l’aria condizionata sulla nave non funziona e ho trovato la nave poco pulita, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché non il regolamento (UE) n. 1177/2010 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
Se la mia automobile ha subito un danno durante l’imbarco/sbarco, posso rivolgermi all’Autorità?

No:

  • perché non il regolamento (UE) n. 1177/2010 non prevede specifici diritti in materia. Il problema va risolto direttamente con il vettore, oppure occorre rivolgersi al Giudice o utilizzare eventuali strumenti extra-giudiziali di risoluzione delle controversie, come la conciliazione.
Le regole del regolamento europeo si applicano a tutte le navi?

No, non si applicano:

  • alle navi autorizzate a trasportare meno di 13 passeggeri;
  • alle navi che hanno non più di tre membri dell’equipaggio;
  • alle navi che coprono un tragitto inferiore a 500 metri (solo andata);
  • alla maggior parte delle navi storiche;
  • alle navi per escursioni e visite turistiche – se non sono attrezzate per il pernottamento o se il soggiorno a bordo non supera i due pernottamenti.
Come interviene l’Autorità di regolazione dei trasporti nel settore dei taxi?

All’interno del quadro normativo statale, le regole di dettaglio per lo svolgimento del servizio taxi sono fissate da Regioni e Comuni, che controllano il rispetto di tali regole.

In particolare, i Comuni, nel predisporre i regolamenti sull’«esercizio degli autoservizi pubblici non di linea» (come quello dei taxi), stabiliscono:

  1. il numero ed il tipo dei veicoli (o natanti) da adibire al servizio taxi (c.d. contingentamento numerico);
  2. le modalità di svolgimento del servizio taxi;
  3. i criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio  taxi;
  4. i requisiti e le condizioni per il rilascio della licenza per l’esercizio del servizio di taxi.

Per migliorare il servizio, renderlo maggiormente efficiente e più concorrenziale, Regioni e Comuni  provvedono ad adeguarlo sulla base  dei principi individuati dalla norma istitutiva dell’Autorità,  di seguito riportati in sintesi:

  • l’incremento del numero delle licenze, se ritenuto necessario anche in base alle analisi effettuate dall’ Autorità;
  • consentire ai titolari di licenza una maggiore libertà e flessibilità nell’organizzazione del servizio e nella fissazione delle tariffe;
  • migliorare la qualità dell’offerta del servizio.

L’Autorità assiste Regioni e Comuni nel processo di applicazione di questi principi, fornendo loro un apposito parere preventivo. Nel caso in cui gli Enti non si adeguino al parere, l’Autorità può rivolgersi al Giudice amministrativo per richiedere la verifica di legittimità degli atti adottati in materia dall’Ente.

Inoltre, l’Autorità, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti, effettua un monitoraggio sui livelli di offerta del servizio taxi (si veda la sezione “Altri servizi on-line“, delle tariffe e della qualità delle prestazioni per verificarne la corrispondenza rispetto alle esigenze dei diversi contesti urbani, utilizzando a tal fine anche i dati resi disponibili dai Comuni e dalle Agenzie territoriali della mobilità.

In quali casi i Comuni o le Regioni devono richiedere il parere preventivo all’Autorità in materia di regolazione dei trasporti nel settore dei taxi?

In tutti i casi in cui intendano adottare atti, rientranti nell’ambito della propria competenza, che hanno incidenza sul sistema di regolamentazione del servizio taxi.

Si evidenzia, in particolare, che qualsiasi variazione in aumento o in diminuzione delle licenze rilasciate dai Comuni deve essere oggetto di apposita richiesta di parere all’Autorità.

Come si richiede il parere all’Autorità in materia di regolazione dei trasporti nel settore dei taxi?

La richiesta di parere deve essere inoltrata, compilando l’apposito modulo, in forma scritta all’Autorità di regolazione dei trasporti Via Nizza, 230 – 10126 Torino, anche via PEC al seguente indirizzo: pec@pec.autorita-trasporti.it.

Alla richiesta di parere deve essere allegato:

  • lo schema di provvedimento che il Comune o la Regione intende adottare per adeguare la disciplina del servizio taxi;
  • la relativa documentazione a supporto (relazioni istruttorie, analisi svolte, etc).
L’Autorità può intervenire direttamente per contestare la corretta esecuzione del servizio taxi da parte dei titolari di licenza? Può, parimenti, agire a tutela di questi ultimi qualora essi ritengano lesi nei propri diritti dai comportamenti di terzi, ivi incluse le Amministrazioni locali?

La normativa di riferimento non prevede un potere di intervento diretto da parte dell’Autorità per risolvere disservizi o sanzionare inadempimenti.

Tuttavia, nell’esercizio della generale funzione di monitoraggio e verifica delle condizioni di svolgimento del servizio taxi, in linea con i principi della concorrenza e del rafforzamento del diritto alla mobilità dei cittadini-utenti, l’Autorità segnala ai soggetti competenti i disservizi di cui viene a conoscenza.

È possibile un intervento diretto dell’Autorità in materia di servizio di noleggio auto con conducente (c.d. “NCC”) o di servizi offerti dalle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra domanda e offerta di servizio di trasporto non di linea (come con le recenti APP per gli smartphone)?

La norma istituiva dell’Autorità le attribuisce competenze sul settore taxi. Pertanto, allo stato, eventuali segnalazioni su problematiche concernenti l’utilizzo di queste modalità di trasporto dovranno essere indirizzate agli Enti territoriali di riferimento (Regione e Comuni).

A giugno 2015  l’Autorità, tuttavia, ha inviato un atto di segnalazione al Governo e al Parlamento sugli autoservizi pubblici non di linea e i servizi tecnologici per la mobilità  che ha preso in considerazione, oltre al sevizio taxi, anche i settori contigui, come, appunto, quelli del noleggio con conducente e delle nuove forme di mobilità rese attraverso piattaforme tecnologiche.

Nello stesso atto, l’Autorità ha segnalato anche la necessità di aumentare la concorrenzialità del settore, di migliorare la qualità del servizio reso all’utenza e di disciplinare le nuove forme di mobilità rese possibili dalle innovazioni tecnologiche, suggerendo a tal fine specifiche modifiche delle attuali norme sul trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea (Legge 15 gennaio 1992, n. 21).


DOCUMENTI CORRELATI:
Cos’è il contributo per gli oneri di funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti?

Ai sensi dell’articolo 37, comma 6, lett. b), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e s.m.i., come riformulato dall’articolo 16, comma 1, lettere a-bis) e a-ter) introdotte dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, di conversione del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, “gli operatori economici operanti nel settore del trasporto e per i quali l’Autorità abbia concretamente avviato, nel mercato in cui essi operano, l’esercizio delle competenze o il compimento delle attività previste” sono tenuti al versamento di un contributo annuale a favore dell’Autorità di regolazione dei trasporti (di seguito indicata anche come “l’Autorità”). Il contributo è fissato annualmente dall’Autorità – con atto sottoposto ad approvazione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze – in misura non superiore all’uno per mille del fatturato derivante dall’esercizio delle attività svolte percepito nell’ultimo esercizio.

A cosa serve il contributo?

Il contributo per gli oneri di funzionamento serve a garantire l’autonomia finanziaria dell’Autorità ed il regolare svolgimento dei compiti ad essa attribuiti dalla legge.

A partire da quando è dovuto il contributo?

Il contributo è stato richiesto per la prima volta nel 2014, in quanto l’Autorità è diventata pienamente operativa dal 15 gennaio 2014.

Il versamento del contributo è obbligatorio?

Sì. Per ogni anno di riferimento sono indicati i soggetti tenuti alla relativa contribuzione annuale.

Chi sono i soggetti tenuti alla contribuzione per il 2019?

I soggetti tenuti al versamento del contributo sono le imprese che svolgono le seguenti attività:

  1. gestione di infrastrutture di trasporto (ferroviarie, portuali, aeroportuali e autostradali);
  2. gestione di centri di movimentazioni merci (interporti);
  3. servizi di trasporto passeggeri e/o merci, nazionale, regionale e locale, connotati da oneri di servizio pubblico, con ogni modalità effettuato;
  4. servizio taxi;
  5. servizi di trasporto ferroviario di passeggeri;
  6. servizi di trasporto ferroviario di merci, ivi inclusi i servizi di manovra;
  7. servizi di trasporto aereo di passeggeri e/o merci;
  8. servizi di trasporto di passeggeri e/o merci via mare e per vie navigabili interne;
  9. servizi di trasporto di passeggeri su strada;
  10. servizi di trasporto di merci su strada connessi con porti, scali ferroviari merci, aeroporti, interporti.
Chi svolge servizi di trasporto di merci su strada connessi con porti, scali ferroviari merci, aeroporti, interporti?

Per essere compresi, ai fini della contribuzione, nella categoria dei soggetti che effettuano tali servizi occorre essere, innanzitutto, imprese di trasporto. In secondo luogo, è necessario avere, al 31 dicembre 2018, nella propria disponibilità veicoli dotati di capacità di carico, con massa complessiva oltre i 26.000 (ventiseimila) chilogrammi e/o trattori con peso rimorchiabile oltre i 26.000 (ventiseimila) chilogrammi. Inoltre, almeno uno di tali mezzi, deve effettuare servizi in connessione con una o più delle seguenti infrastrutture: porti, scali ferroviari merci, aeroporti, interporti.

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento chi versa il contributo?

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento di cui all’art. 2359 cod. civ. o sottoposti ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 cod. civ. anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo la cui entità deve essere calcolata in relazione ai ricavi iscritti a bilancio derivanti dall’attività svolta dalla singola società.

In caso di ricavi generati da imprese riunite in Consorzio chi versa il contributo 2019?

Nella delibera dell’Autorità n. 141/2018, come integrata con determina del Segretario generale n. 21/2019, è previsto che, in caso di ricavi generati da imprese riunite in Consorzio, il contributo è versato dal Consorzio e, al fine di evitare una duplicazione di versamenti riconducibili alla medesima quota di ricavo, l’impresa consorziata escluda i ricavi derivanti dai servizi di trasporto erogati a Consorzi eroganti servizi di trasporto.

Quali sono le aliquote del contributo dovuto per il 2019?

Con la delibera n. 141/2018 del 19 dicembre 2018, approvata con D.P.C.M. 17 gennaio 2019 e pubblicata il 19 febbraio 2019, ed integrata con determina del Segretario generale n. 21/2019 del 26 febbraio 2019, l’Autorità ha provveduto a definire le aliquote del contributo relativo all’anno 2019 e le modalità di dichiarazione e versamento dello stesso.

Ai sensi della citata delibera, il contributo per il funzionamento dell’Autorità di regolazione dei trasporti per l’anno 2019 è pari allo 0,6 (zero virgola sei) per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato al 19 febbraio 2019, data di pubblicazione della delibera n. 141/2018.

Esiste una soglia di esenzione e, in caso affermativo, a quale livello è stata fissata per il 2019?

Sì, l’art. 2, comma 6 della delibera n. 141/2018 ha confermato la precedente soglia di esenzione, attualmente cristallizzata ad € 3.000,00 (euro tremila/00). Pertanto, il versamento non sarà dovuto per importi contributivi pari od inferiori a tale cifra. Ciò mira ad evitare l’insorgere di obblighi contributivi a carico dei piccoli operatori.

Sono tenute alla contribuzione le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative?

No, le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative alla data del 31 dicembre 2018 non sono tenute alla contribuzione. Per le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo è dovuto per il periodo che decorre da tale data fino a quella di messa in liquidazione e/o assoggettamento alla procedura concorsuale con finalità liquidativa.

Come si calcola il “fatturato” rilevante ai fini della contribuzione per il 2019?

Ai fini del versamento del contributo, per “fatturato” deve intendersi l’importo risultante dal conto economico alla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) sommato alla voce A5 (altri ricavi e proventi) o voci corrispondenti per i bilanci redatti secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS dell’ultimo bilancio approvato al 19 febbraio 2019, data di pubblicazione della delibera n. 141/2018.

Per la determinazione del fatturato rilevante ai fini contributivi, la delibera dell’Autorità n. 141/2018, come integrata dalla determina del Segretario Generale n. 21/2019, ha previsto che dal totale dei ricavi sono esclusi: (i) eventuali ricavi conseguiti a fronte di attività non ricadenti nei settori di competenza dell’Autorità come individuati nella delibera appena richiamata; (ii) i ricavi conseguiti per attività svolte all’estero; (iii) i contributi in conto impianti o investimento ricevuti e fatti transitare nel conto economico; (iv) i contributi in conto esercizio erogati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in forza di contratti di programma – parte servizi, nella misura massima della copertura dei costi per il mantenimento in piena efficienza delle infrastrutture ferroviarie di rilievo nazionale; (v) i ricavi dei soggetti operanti nel settore della gestione delle infrastrutture autostradali, derivanti dall’“equivalente incremento della tariffa di competenza” applicata con l’entrata in vigore del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, come convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, da destinarsi alla manutenzione ordinaria e straordinaria nonché all’adeguamento ed al miglioramento delle strade e autostrade in gestione diretta ANAS S.p.A.; (vi) i ricavi derivanti dalle attività svolte nel mercato postale per le imprese titolari di autorizzazione per il servizio postale.

Nel computo del fatturato, esistono esclusioni per le imprese riunite in Consorzio?

Sì, per evitare duplicazioni di contribuzione, dal totale dei ricavi vengono esclusi i ricavi derivati dai servizi di trasporto erogati a consorzi che prestino servizi di trasporto.

In presenza di un unico contratto di trasporto, sono previste forme di detrazione?

Sì, per evitare duplicazioni di contribuzione, dal totale dei ricavi sono esclusi, nella sola ipotesi di unico contratto di trasporto, i ricavi derivanti dal riaddebito di prestazioni della medesima tipologia rese da altro operatore soggetto al contributo.

I ricavi derivanti dalle attività di locazione e noleggio di mezzi di trasporto sono esclusi?

Sì, sempre nell’ottica di evitare duplicazioni di contribuzione, in base all’art. 2, comma 5 della delibera n. 141/2018 gli introiti conseguiti in ragione di attività di locazione e noleggio di mezzi di trasporto sono scomputati dal fatturato.

In termini generali, come viene considerato il fatturato per le imprese non residenti in Italia e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato?

In via generale, per le sole imprese non residenti in Italia e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, il fatturato è considerato pari al volume d’affari IVA, prodotto nell’anno solare precedente e risultante dall’ultima dichiarazione IVA presentata, dal rappresentante fiscale o direttamente dal soggetto estero mediante identificazione diretta, al 19 febbraio 2019, data di pubblicazione della delibera n. 141/2018.

Come si calcola il “fatturato” rilevante ai fini della contribuzione 2019 per i soggetti operanti nel settore del trasporto aereo di passeggeri e/o merci?

Per i soggetti operanti nel settore del trasporto aereo di passeggeri e/o merci il fatturato è considerato pari al volume d’affari IVA, prodotto nell’anno solare precedente e risultante dall’ultima dichiarazione IVA presentata al 19 febbraio 2019, data di pubblicazione della delibera n. 141/2018, relativamente alle operazioni che, in dipendenza di un unico contratto di trasporto aereo, costituiscono: a) per il trasporto passeggeri: a1) trasporto nazionale eseguito interamente nel territorio dello Stato ed assoggettato ad aliquota IVA del 10% (Tab. A parte III 127-novies, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), aliquota attualmente in vigore; a2) trasporto internazionale, esclusivamente per la parte territorialmente rilevante in Italia, assoggettato al regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 1 del D.P.R. 633/1972; b) per il trasporto merci: b1) trasporto rilevante ai fini IVA nel territorio dello Stato ed assoggettato ad aliquota IVA del 22%, aliquota attualmente in vigore; b2) trasporto internazionale, esclusivamente per la parte territorialmente rilevante in Italia, assoggettato al regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 2 del D.P.R. 633/1972. In tal modo, le società operanti nel trasporto aereo, sia aventi sede in Italia che all’estero, avranno la possibilità di corrispondere il contributo unicamente sul fatturato prodotto in Italia.

Come si calcola il “fatturato” rilevante ai fini della contribuzione 2019 per i soggetti operanti nel settore del trasporto via mare e per altre vie navigabili di passeggeri e/o merci?

Per i soggetti operanti nel settore del trasporto via mare e per altre vie navigabili di passeggeri e/o merci il fatturato rilevante ai fini della determinazione del contributo è così determinato: a) per il trasporto passeggeri: fatturato moltiplicato per il rapporto tra il numero dei passeggeri imbarcati e/o sbarcati nel territorio italiano nell’esercizio di riferimento ed il numero totale dei passeggeri imbarcati e/o sbarcati  durante il medesimo esercizio, sulla base dei dati rilevati, per il trasporto via mare, dalle Autorità di sistema portuale; b) per il trasporto merci: fatturato moltiplicato per il rapporto tra la quantità delle merci imbarcate e/o sbarcate nel territorio italiano nell’esercizio di riferimento e la quantità totale delle merci imbarcate e/o sbarcate durante il medesimo esercizio (secondo le unità di misura comunemente utilizzate per il calcolo della diverse tipologie di merce trasportata), sulla base dei dati rilevati, per il trasporto via mare, dalle Autorità di sistema portuale. Restano escluse dall’applicazione dei suddetti criteri le attività svolte dalle imprese di cabotaggio per le quali il fatturato rilevante è calcolato con i criteri generali indicati per tutte le imprese di trasporto. Sono, quindi, esclusi dal fatturato rilevante i ricavi conseguiti da attività svolte all’estero.

Quando e come si dichiarano i dati economici per il 2019?

Le imprese con fatturato superiore a € 5.000.000,00 (cinquemilioni/00), a prescindere da eventuali esclusioni o scomputi che li esentino dalla corresponsione del contributo, dichiarano all’Autorità, entro il 30 aprile 2019, i dati anagrafici ed economici richiesti attraverso il servizio messo a disposizione dall’Autorità all’indirizzo: https://secure.autorita-trasporti.it.

La dichiarazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante con firma digitale o autografa con allegata copia del documento di identità.

Per le imprese non residenti in Italia e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato qual è il soggetto tenuto ad effettuare la dichiarazione?

In simili circostanze, deve provvedere all’assolvimento dell’obbligo dichiarativo il rappresentante fiscale dell’impresa o direttamente il soggetto estero mediante identificazione diretta.

Cosa accade in caso di mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione o qualora vengano dichiarati dati non veritieri?

La mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione, nonché l’indicazione nel modello di dati incompleti o non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Rimane in capo all’Autorità il potere sanzionatorio dell’Autorità – ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 – in caso di mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione, nonché qualora nella stessa siano riportati dati incompleti o non rispondenti al vero.

Quando e come si versa il contributo per il 2019?

Il contributo per l’anno 2019 deve essere versato in misura pari ai due terzi dell’importo entro il 30 aprile 2019; il terzo residuo deve essere versato, entro e non oltre il 31 ottobre 2019. Il versamento deve essere effettuato unicamente tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti presso Banca Nazionale del Lavoro, Agenzia n. 4, Piazza Carducci 161/A, 10126, Torino, codice IBAN: IT03 Y010 0501 0040 0000 0218 000.

Nella causale del versamento devono essere specificati inderogabilmente i seguenti contenuti minimi: a. l’anno di riferimento (“CONTRIBUTO 2019”); b. la partita IVA/codice fiscale del soggetto obbligato al versamento. Se il versamento viene effettuato da parte di una capogruppo per più società del gruppo, i versamenti devono essere effettuati separatamente per le singole società sempre secondo quanto sopra indicato.

Eventuali ulteriori istruzioni sulle modalità per il versamento del contributo saranno rese disponibili sul sito internet dell’Autorità, alla pagina http://www.autorita-trasporti.it/contributo-funzionamento-autorita.

L’avvenuto versamento deve essere comunicato all’Autorità?

I soggetti tenuti al versamento del contributo dovranno, entro i termini convenuti per il relativo pagamento, obbligatoriamente comunicare attraverso il servizio messo a disposizione dall’Autorità all’indirizzo https://secure.autorita-trasporti.it gli estremi, la misura e la data di versamento.

Cosa accade in caso di mancato o tardivo pagamento del contributo per il 2019?

Il mancato o parziale pagamento del contributo, entro i termini del 30 aprile 2019 per l’acconto relativo ai due terzi dell’importo e del 31 ottobre 2019 per il saldo finale, comporta l’avvio della procedura di riscossione anche coattiva a mezzo di Agenzia delle Entrate-Riscossione, e l’applicazione degli interessi di mora, nella misura legale, a partire dalla data di scadenza dei termini per il pagamento. È fatta salva ogni competenza dell’Autorità in merito alle attività di controllo, oltre che di escussione dei versamenti omessi, parziali o tardivi, anche con riferimento all’applicazione dell’interesse legale dovuto.

Quale è la procedura per la richiesta di rimborso?

In caso di versamento di contributi non dovuti o corrisposti in misura superiore a quella dovuta, è possibile presentare all’Autorità, entro il quinto anno successivo a quello in cui il versamento è stato effettuato, un’istanza motivata di rimborso, corredata da idonea documentazione giustificativa. Quest’ultima comprende copia del bilancio dell’anno cui il contributo si riferisce e ogni altro elemento dal quale emerga, in dettaglio, l’indebito versamento.

Chi posso contattare per avere ulteriori informazioni e chiarimenti?

Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile contattare gli uffici dell’Autorità attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato al contributo: contributo@autorita-trasporti.it ed attraverso l’indirizzo di posta elettronica certificata autofinanziamento@pec.autorita-trasporti.it.