Frequently Asked Questions (FAQ)

Come interviene l’Autorità di regolazione dei trasporti nel settore dei taxi?

All’interno del quadro normativo statale, le regole di dettaglio per lo svolgimento del servizio taxi sono fissate da Regioni e Comuni, che controllano il rispetto di tali regole.

In particolare, i Comuni, nel predisporre i regolamenti sull’«esercizio degli autoservizi pubblici non di linea» (come quello dei taxi), stabiliscono:

  1. il numero ed il tipo dei veicoli (o natanti) da adibire al servizio taxi (c.d. contingentamento numerico);
  2. le modalità di svolgimento del servizio taxi;
  3. i criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio  taxi;
  4. i requisiti e le condizioni per il rilascio della licenza per l’esercizio del servizio di taxi.

Per migliorare il servizio, renderlo maggiormente efficiente e più concorrenziale, Regioni e Comuni  provvedono ad adeguarlo sulla base  dei principi individuati dalla norma istitutiva dell’Autorità,  di seguito riportati in sintesi:

  • l’incremento del numero delle licenze, se ritenuto necessario anche in base alle analisi effettuate dall’ Autorità;
  • consentire ai titolari di licenza una maggiore libertà e flessibilità nell’organizzazione del servizio e nella fissazione delle tariffe;
  • migliorare la qualità dell’offerta del servizio.

L’Autorità assiste Regioni e Comuni nel processo di applicazione di questi principi, fornendo loro un apposito parere preventivo. Nel caso in cui gli Enti non si adeguino al parere, l’Autorità può rivolgersi al Giudice amministrativo per richiedere la verifica di legittimità degli atti adottati in materia dall’Ente.

Inoltre, l’Autorità, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti, effettua un monitoraggio sui livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle prestazioni per verificarne la corrispondenza rispetto alle esigenze dei diversi contesti urbani, utilizzando a tal fine anche i dati resi disponibili dai Comuni e dalle Agenzie territoriali della mobilità.

In quali casi i Comuni o le Regioni devono richiedere il parere preventivo all’Autorità in materia di regolazione dei trasporti nel settore dei taxi?

In tutti i casi in cui intendano adottare atti, rientranti nell’ambito della propria competenza, che hanno incidenza sul sistema di regolamentazione del servizio taxi.

Si evidenzia, in particolare, che qualsiasi variazione in aumento o in diminuzione delle licenze rilasciate dai Comuni deve essere oggetto di apposita richiesta di parere all’Autorità.

Come si richiede il parere all’Autorità in materia di regolazione dei trasporti nel settore dei taxi?

La richiesta di parere deve essere inoltrata, compilando l’apposito modulo, in forma scritta all’Autorità di regolazione dei trasporti Via Nizza, 230 – 10126 Torino, anche via PEC al seguente indirizzo: pec@pec.autorita-trasporti.it.

Alla richiesta di parere deve essere allegato:

  • lo schema di provvedimento che il Comune o la Regione intende adottare per adeguare la disciplina del servizio taxi;
  • la relativa documentazione a supporto (relazioni istruttorie, analisi svolte, etc).
L’Autorità può intervenire direttamente per contestare la corretta esecuzione del servizio taxi da parte dei titolari di licenza? Può, parimenti, agire a tutela di questi ultimi qualora essi ritengano lesi nei propri diritti dai comportamenti di terzi, ivi incluse le Amministrazioni locali?

La normativa di riferimento non prevede un potere di intervento diretto da parte dell’Autorità per risolvere disservizi o sanzionare inadempimenti.

Tuttavia, nell’esercizio della generale funzione di monitoraggio e verifica delle condizioni di svolgimento del servizio taxi, in linea con i principi della concorrenza e del rafforzamento del diritto alla mobilità dei cittadini-utenti, l’Autorità segnala ai soggetti competenti i disservizi di cui viene a conoscenza.

Cos’è il contributo per gli oneri di funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti?

Ai sensi dell’art. 37, comma 6, lett. b), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e s.m.i., i gestori delle infrastrutture e dei servizi regolati sono tenuti al versamento di un contributo annuale a favore dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (di seguito indicata anche come “l’Autorità”). Il contributo è fissato annualmente dall’Autorità – con atto sottoposto ad approvazione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze – in misura non superiore all’uno per mille del fatturato derivante dall’esercizio delle attività svolte percepito nell’ultimo esercizio.

È possibile un intervento diretto dell’Autorità in materia di servizio di noleggio auto con conducente (c.d. “Ncc”) o di servizi offerti dalle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra domanda e offerta di servizio di trasporto non di linea (come con le recenti APP per gli smartphone)?

La norma istituiva dell’Autorità le attribuisce competenze sul settore taxi. Pertanto, allo stato, eventuali segnalazioni su problematiche concernenti l’utilizzo di queste modalità di trasporto dovranno essere indirizzate agli Enti territoriali di riferimento (Regione e Comuni).

A giugno 2015  l’Autorità, tuttavia, ha inviato un atto di segnalazione al Governo e al Parlamento sugli autoservizi pubblici non di linea e i servizi tecnologici per la mobilità  che ha preso in considerazione, oltre al sevizio taxi, anche i settori contigui, come, appunto, quelli del noleggio con conducente e delle nuove forme di mobilità rese attraverso piattaforme tecnologiche.

Nello stesso atto, l’Autorità ha segnalato anche la necessità di aumentare la concorrenzialità del settore, di migliorare la qualità del servizio reso all’utenza e di disciplinare le nuove forme di mobilità rese possibili dalle innovazioni tecnologiche, suggerendo a tal fine specifiche modifiche delle attuali norme sul trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea (Legge 15 gennaio 1992, n. 21).


DOCUMENTI CORRELATI:
A cosa serve il contributo?

Il contributo per gli oneri di funzionamento serve a garantire l’autonomia finanziaria dell’Autorità ed il regolare svolgimento dei compiti ad essa attribuiti dalla legge.

A partire da quando è dovuto il contributo?

Il contributo è stato richiesto per la prima volta nel 2014, in quanto l’Autorità è diventata pienamente operativa dal 15 gennaio 2014.

Il versamento del contributo è obbligatorio?

Sì. Per ogni anno di riferimento sono indicati i soggetti tenuti alla relativa contribuzione annuale.

L’avvenuto versamento deve essere comunicato all’Autorità?

I soggetti tenuti al versamento del contributo dovranno, entro i termini convenuti per il relativo pagamento, obbligatoriamente comunicare attraverso il servizio messo a disposizione dall’Autorità all’indirizzo https://secure.autorita-trasporti.it gli estremi, la misura e la data di versamento.

La comunicazione dovrà essere firmata dal legale rappresentante del soggetto obbligato al versamento con firma digitale o autografa con allegata copia del documento di identità.

Quale è la procedura per la richiesta di rimborso o di compensazione?

In caso di versamento di contributi non dovuti o corrisposti in misura superiore a quella dovuta, è possibile presentare all’Autorità, entro il quinto anno successivo a quello in cui il versamento è stato effettuato, un’istanza motivata di rimborso ovvero di compensazione, corredata da idonea documentazione giustificativa. Quest’ultima comprende copia del bilancio dell’anno cui il contributo si riferisce e ogni altro elemento dal quale emerga, in dettaglio, l’indebito versamento.

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento chi versa il contributo?

Nel caso di società legate da rapporti di controllo o di collegamento di cui all’art. 2359 cod. civ. o sottoposti ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 cod. civ. anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo la cui entità deve essere calcolata in relazione ai ricavi iscritti a bilancio derivanti dall’attività svolta dalla singola società, scomputando, nelle sole ipotesi di unico contratto di servizio o di gestione accentrata del processo di fatturazione, l’eventuale riaddebito di prestazioni della medesima tipologia rese da altra entità legata da rapporti di controllo o di collegamento.

In caso di ricavi generati da imprese riunite in Consorzio chi versa il contributo?

In caso di ricavi generati da imprese riunite in Consorzio, il contributo è versato dal Consorzio e, al fine di evitare una duplicazione di versamenti riconducibili alla medesima quota di ricavo, l’impresa consorziata può escludere i ricavi derivati dai servizi di trasporto erogati a Consorzi eroganti servizi di trasporto.

Cosa accade in caso di mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione o qualora vengano dichiarati dati non veritieri?

La mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione, nonché l’indicazione nel modello di dati incompleti o non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Rimane in capo all’Autorità il potere sanzionatorio dell’Autorità – ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 – in caso di mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione, nonché qualora nella stessa siano riportati dati incompleti o non rispondenti al vero.

Chi posso contattare per avere ulteriori informazioni e chiarimenti?

Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile contattare gli uffici dell’Autorità attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato al contributo: contributo@autorita-trasporti.it ed attraverso l’indirizzo di posta elettronica certificata autofinanziamento@pec.autorita-trasporti.it.

Chi sono i soggetti tenuti alla contribuzione per il 2018?

I soggetti tenuti al versamento del contributo sono le imprese che svolgono  le seguenti attività:

  1. gestione di infrastrutture di trasporto (ferroviarie, portuali, aeroportuali e autostradali);
  2. gestione di centri di movimentazioni merci (interporti);
  3. servizi di trasporto passeggeri e/o merci, nazionale, regionale e locale, connotati da oneri di servizio pubblico, con ogni modalità effettuato;
  4. servizio taxi;
  5. servizi di trasporto ferroviario di passeggeri e/o merci;
  6. servizi di trasporto aereo di passeggeri e/o merci;
  7. servizi di trasporto di passeggerei e/o merci via mare e per vie navigabili interne;
  8. servizi di trasporto di passeggeri su strada;
  9. servizi di trasporto di merci su strada connessi con porti, scali ferroviari merci, aeroporti, interporti;
  10. servizi accessori alla gestione di infrastrutture di trasporto;
  11. servizi accessori al trasporto ferroviario, su strada, aereo, via mare e per vie navigabili interne di passeggeri e/o merci;
  12. servizi logistici e accessori ai settori dei trasporti;
  13. servizi di movimentazione merci relativi al trasporto ferroviario, su strada, marittimo, costiero e per vie navigabili interne;
Chi sono i soggetti esercenti i servizi di trasporto merci su strada?

Sono individuati quali soggetti esercenti i servizi di trasporto di merci su strada connessi con porti, scali ferroviari merci, aeroporti, interporti di cui alla lettera i), e, in quanto tali soggetti alla contribuzione, le imprese di trasporto merci su strada che abbiano, al 31 dicembre 2017, nella propria disponibilità almeno dieci veicoli, ciascuno di massa complessiva superiore a 16.000 (sedicimila) chilogrammi.

Quali sono le aliquote del contributo dovuto per il 2018?

Con la delibera n. 145/2017, approvata con D.P.C.M. il 15 gennaio 2018 e pubblicata il 26 gennaio 2018, ed integrata con determina del Segretario generale n. 12/2018 del 30 gennaio 2018, l’Autorità ha provveduto a definire le aliquote del contributo relativo all’anno 2018 e le modalità di dichiarazione e versamento dello stesso.

Ai sensi della citata delibera, il contributo per il funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti per l’anno 2018 è pari allo 0,6 (zero virgola sei) per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato al 26 gennaio 2018, data di pubblicazione della delibera n. 145/2017.

Quali sono le ipotesi di esenzione dall’obbligo di versamento del contributo per il 2018?

Sono esentati dall’obbligo di corrispondere il contributo i soggetti il cui importo contributivo è pari od inferiore ad € 3.000,00 (euro tremila).

Sono tenute alla contribuzione le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali?

Non sono tenute alla contribuzione le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative alla data del 31 dicembre 2017. Per le società poste in liquidazione e/o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidative a partire dal 1 gennaio 2018, il contributo è dovuto per il periodo che decorre da tale data fino a quella di messa in liquidazione e/o assoggettamento alla procedura concorsuale con finalità liquidativa.